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James Wines - SITE

James Wines - SITE
Architetto ed artista statunitense, James Wines (1932) ha legato la sua lunga carriera professionale all’organizzazione multidisciplinare SITE (Sculpture in the Environment) da lui fondata a New York nel 1970, assieme a A. Sky, E. Sousa e M. Stone.
Scultore attivo fin dagli anni Cinquanta, Wines si laurea alla Syracuse University nel 1956 e da allora ha diretto progetti e ricerche di architettura, tenuto conferenze in centinaia di atenei e scritto numerosi saggi per libri e riviste in tutto il mondo.
Tra le sue pubblicazioni vanno menzionate De Architecture (1987) e Green Architecture (1999). 
Nella pellicola Ecological Design: Inventing the Future (1994, regia di B. Danitz), Wines ha modo di esporre uno dei concetti base della sua visione architettonica, affermando che “il 20° secolo è iniziato con gli architetti ispirati alla nuova era industriale e tecnologica. (...) Come una forza ispiratrice nel 1910, si può capire. Ma tale ispirazione nell’attuale mondo post-industriale, con l’informazione e l’ecologia, non ha alcun senso”
Si tratta di una posizione che ha ispirato anche l’avvio del progetto di SITE, “ascrivibile al movimento dell’architettura radicale (...) una linea anticonvenzionale, antifunzionale e antiformale, fondata su concetti come inversione logica, indeterminazione, frammentazione” (Camerana).
SITE orienta la sua sperimentazione verso luoghi urbani “vivi”, come piazze, spazi aperti, parcheggi, autostrade: la funzione di “arte ambientale” riferita all’architettura diviene nei lavori lavori soprattutto “spazio di comunicazione”, attribuendo così alla disciplina forti connotati sociali e pedagogici.
Ne sono chiari esempi i popolari allestimenti all’Expo ‘86 di Vancouver (con la passerella modulata, dove trovano spazio oggetti e mezzi di trasporto del ‘900) e al Sea and Islands Expo ‘89 di Hiroshima, con il ponte Four Continents dove convivono progettualmente vari tipi di vegetazione, provenienti da diversi continenti. Nell’opera decennale di SITE hanno avuto tuttavia ampio risalto gli interventi in alcuni edifici simbolo del consumismo statunitense, tra cui la serie di showroom della Best Products, dove l’aspetto decostruttivo si evidenzia in modo lampante: nel Peeling Building (1971) la facciata si sgretola letteralmente dalla struttura dell’edificio, mentre nella serie di store costruiti tra il 1970 e il 1984, la facciata è sollevata e in bilico sull’edificio stesso.
Anche le stranianti coperture che cancellano le forme architettoniche sono un marchio di fabbrica di SITE: in Parking Lot (1976) l’asfalto ricopre le vetture; nel Forest Building (1980), la vegetazione ricopre l’intero edificio. Vincitore di numerosissimi premi (tra i quali il Pulitzer Price for Graphic Art nel 1955), dal 1999 Wines continua la sua intensa attività accademica come docente di architettura alla Pennsylvania State of University.
 
James Wines - SITE opere e progetti famosi
 
- Residenza privata su torre, Mumbai (India), 2004
- Shake Shack a Madison Square Garden, New York (USA), 2004
- Progetto per Museo delle Arti Islamiche, Doha (Qatar), 1997
- Aquatorium, Chattanooga (USA), 1992
- Avenue Number Five, Siviglia (Spagna), 1992
- Ross’s Landing Park and Plaza, Chattanooga (USA), 1992
- Four Continents Bridge - Allestimento per l’Expo 1989, Hiroshima (Giappone), 1989
- Lauren Maller House, New York (USA), 1986
- Struttura Highway ‘86 - Allestimento per l’Expo 1986, Vancouver (Canada), 1985
- Forest Building, Richmond (USA), 1980
- Cutler Ridge Showroom, Miami (USA), 1979
- Progetto per lo showroom Terrarium, California (USA), 1978
- Ghost Parking Lot, Hamden (USA), 1977
- Best Products, varie città USA, 1970-1984
- Progetto per York Rest Stop, Interstate 80, Nebraska (USA), 1974
- Indeterminate Facade, Houston (USA), 1974
- Peeling Building, Richmond (USA), 1971
 
Sito ufficiale
 
 

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