09-01-2003

J. N. Baldeweg: museo e centro studi delle grotte di Altamira, 2000

Progetti

Le grotte di Altamira si trovano in Cantabria, nella Spagna del Nord, e sono note in tutto il mondo per le ricche decorazioni in esse scoperte circa 150 anni fa, le quali risalgono al periodo paleolitico superiore; sono presenti dipinti realizzati a mano in vivi colori rossastri, che raffigurano enormi bisonti preistorici e vengono annoverati tra i più antichi cimeli artistici dell'umanità



J. N. Baldeweg: museo e centro studi delle grotte di Altamira, 2000 In virtù di questo reperimento archeologico, tali grotte divennero meta di attrazione turistica già dai primi decenni del novecento, ma si degradarono rapidamente in seguito all'eccessivo afflusso di visitatori, finché furono chiuse al pubblico nel 1979.
Col passare del tempo, le autorità competenti si sono rese conto della necessità di realizzare una riproduzione delle grotte per preservare quelle originali da ulteriori danni: di conseguenza, il Museo Nacional y Centro de Investigacion de Altamira, ente scientifico che si occupa della gestione e protezione del monumento, ha commissionato il progetto della loro ricostruzione all'Architetto Juan Navarro Baldeweg, il quale lo ha portato a termine nel 1997.

Nel 2000 è sorto il Museo delle grotte di Altamira, che raccoglie reliquie e testimonianze della vita quotidiana che si svolgeva nell'era paleolitica; accanto ad esso è stato costruito un Centro Ricerche, la cui funzione è quella di favorire gli scambi con altre rilevanti entità mondiali dedite allo studio del paleolitico superiore.
Il progetto prevede, oltre alla riproduzione in copia della caverna originale, anche il miglioramento delle condizioni di conservazione di quest'ultima e la possibilità di utilizzare attrezzature necessarie alla realizzazione di finalità scientifiche legate alla conservazione e alla ricerca.

Da qui è nata l'ipotesi di raccogliere in un solo complesso architettonico la ricostruzione della grotta ed il museo, in un luogo che permettesse di riprodurre condizioni di luce e di orientamento simili alla caverna originaria.
Gli uffici amministrativi e la biblioteca situati al piano superiore formano con la caverna un unico organismo, che si distende sulla collina di Santillana del Mar in tre segmenti articolati attorno ad un vestibolo di accoglienza dei visitatori, ospitando gli spazi per le esposizioni permanenti e temporanee, le sale polifunzionali, la sala riunione, la libreria ed il ristorante.

Con la ricostruzione dell'area vestibolare in cui abitavano i gruppi umani prima del crollo che ostruì l'imboccatura della caverna, si è cercato di riproporre la fisionomia che presentava l'intero ambiente circa 14000 anni fa, quando furono realizzati i dipinti. Si tratta, quindi, di una copia che evidenzia il rapporto tra lo spazio dell'abitazione, cioè l'area vestibolare, ed il luogo del rito, ossia la volta decorata col gruppo policromo dei bisonti .
L'edificio si dispone sul pendio collinare assecondando l'inclinazione del terreno con lievi terrazzamenti, che, in corrispondenza dell'estremità occidentale della costruzione, determinano un'ampia terrazza panoramica accessibile ai visitatori.

Nonostante il tentativo di dar vita ad una perfetta integrazione col territorio, quest'architettura mostra una forte volontà di forma propria, espressa da una geometria particolarmente flessibile che si adatta al declivio, creando una sorta di topografia artificiale.

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