10-02-2017

Medicina cinese e alimentazione: i consigli per stare meglio (parte II)

Dress your kitchen

Continua la nostra intervista alla consulente alimentare Lena Tritto, che ci fornisce qualche suggerimento su come alimentarci correttamente. E lo fa, infrangendo molti dei miti dietetici di oggi: ottimi, ma non adatti a tutti



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Medicina cinese e alimentazione: i consigli per stare meglio (parte II) «Per la medicina cinese, nessun alimento è tabù», afferma Lena Tritto, formatasi alla ScuolaTao di Bologna, consulente in alimentazione secondo la medicina cinese e autrice di libri di cucina.
La Cina si è sempre confrontata, storicamente, con periodi di carestia. Questo è il motivo per cui una pratica come il digiuno, che oggi è stata rivalutata in senso terapeutico, non è mai stata utilizzata: «implica un depauperarsi del nostro Qi, l’energia primaria dell’universo che scorre dentro il nostro corpo».
Nella dietetica cinese, «ogni cibo svolge un’azione sull’organismo e si tratta di capire se vada bene oppure no per l’equilibrio energetico della persona». Non c’è un atteggiamento etico, ma pragmatico: «se una persona è tendenzialmente freddolosa, per esempio, un consumo eccessivo di verdure o frutta o yogurt, che sono cibi rinfrescanti, non sarà l’ideale».
L’imperatore cinese Shen Nong, figura mitica cui in Cina si fa risalire l'invenzione dell’agricoltura e il primo trattato di erboristeria oltre alla scoperta del tè, è stato colui che ha regalato all’umanità un catalogo con tutti i cibi. Quelli che lui stesso, in prima persona, ha assaggiato per capire se potevano andare bene per la popolazione. «È un approccio all’alimentazione basato, fin da subito, sull’esperienza».
Tanti consigli che la dietetica occidentale ci sta dando in questo momento potrebbero non rivelarsi adatti a tutti. Per esempio, «il suggerimento di bere tanta acqua potrebbe non andare bene a tutti, perché per alcuni sarebbe meglio consumare zuppe o tisane calde, anziché acqua». Vale lo stesso ragionamento per l’invito a consumare tè verde: «è un potente antiossidante, ma per la medicina cinese è anche un potente drenante e toglie energia. Alcune persone, dunque, se si sentono energeticamente scariche, potrebbero aggiungere alla loro tazza di tè verde una spezia riscaldante, tipo la cannella».
L’aloe vera, che oggi viene proposta come panacea di tutti i mali, «è quasi un farmaco e svolge un’azione rinfrescante, antitossica e lassativa». Per qualcuno potrebbe essere un vero e proprio toccasana, ma per altri non è detto. Analogamente, bacche di Goji, semi di chia e altri alimenti che vanno tanto di moda in questo momento potrebbero essere ottimi, ma «vanno usati con buon senso o addirittura eliminati, se non appropriati per noi». Insomma… il mantra della dietetica cinese è “dipende”.
Il crudismo è un'altra delle filosofie alimentari che oggi vanno per la maggiore. Mangiare cibi crudi consente di preservare la vitalità degli alimenti, ma «la dietetica cinese è sempre per un alimento leggermente cotto, anche se con cotture molto veloci, dove l’eventuale perdita di sostanze nutritive, tipo vitamine termolabili, è minima». Per le verdure, che devono mantenere un colore brillante e una consistenza croccante, si utilizzano cotture veloci come la scottatura, la cottura a vapore, la saltatura nel wok. Solo per la preparazione di zuppe, cereali e legumi, si adottano tecniche di cottura prolungata.
Nel prossimo post, scopriremo cosa cucinare per stare meglio.

Mariagrazia Villa

Fotografie: Alessandro Bonori (1), Fabrizio Cicconi (2-4).

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