25-07-2018

Barozzi/Veiga: la nuova Scuola di Musica di Brunico in Alto Adige

Barozzi/Veiga,

Simon Menges,

Brunico,

Scuole & Università, Edifici Pubblici,

La corte e il giardino sono al centro del progetto di ampliamento della Scuola di Musica di Brunico dello studio Barozzi/Veiga, vincitore di un concorso bandito nel 2012. Il recupero della storica sede Casa Ragen offre a Barozzi/Veiga l’opportunità di riflettere sul tipo edilizio della villa a Brunico.



Barozzi/Veiga: la nuova Scuola di Musica di Brunico in Alto Adige In seguito a un concorso bandito nel 2012 dal Comune di Brunico, la storica scuola di musica Casa Ragen è stata ristrutturata e ampliata dallo studio italo-spagnolo Barozzi/Veiga, vincitore della competizione. Dopo 2 anni di cantiere, alla fine del 2017 sono stati conclusi i lavori di recupero della storica villa Casa Ragen e contemporaneamente la nuova sede è stata ampliata con un edificio a un solo livello sopra terra più uno interrato che abbraccia il giardino a lato del complesso esistente.
A Brunico la musica è una vera istituzione. Per tradizione i bambini vengono iniziati alla pratica fin dai 3 anni, spontaneamente o attraverso le scuole materne, al punto che altissimo è il numero degli iscritti ogni anno alla Casa Ragen, che dalla sua fondazione nel  1985 ha costituito la sede istituzionale principale per la cultura musicale della città. Si tratta poi di una sede pubblica, di proprietà del Comune, il quale nel 2012 decise per un suo ampliamento proprio in virtù del crescente interesse verso l’educazione musicale. 
Vincitore di una gara che vide la partecipazione di ben 267 progetti da tutta Europa, l’intervento di Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga piacque particolarmente all’amministrazione comunale per la discrezione con cui era disegnato l’edificio annesso e per il rispetto delle esigenze di tutela del complesso di Casa Ragen come bene artistico. Inserito in un contesto storico molto ben conservato di cui fanno parte l’attigua Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e il cimitero, il nuovo volume era ispirato al tipo edilizio della villa con giardino, il più diffuso e meglio conservato nella cittadina altoatesina di Brunico. Il bassissimo impatto economico degli arredi e della gestione generale dell’edificio diedero lo scacco finale.
L’intento dello studio spagnolo fu quello di intervenire con un ampliamento che non mettesse in discussione la preminenza dell’edificio originario di Casa Ragen, un palazzo i cui primi documenti risalgono al XIII secolo. Il tema della circolarità, del recinto e dell’abbraccio simbolico intorno a un fulcro di attenzione è presente già in questa storica villa, dalla pianta a C costruita intorno a un chiostro coperto su tre livelli di origine rinascimentale. Interamente restaurato, esso è stato dipinto di bianco per evidenziarne le linee e far emergere la sequenza di colonne in pietra. La luce dalla copertura, entra mitigata da un sistema di brise soleil a doghe regolabili.
Come in molte architetture di Brunico, il mattone intonacato bianco e la pietra per architravi e imbotti costituiscono la cifra stilistica anche delle facciate esterne di Casa Ragen, che sono state recuperate così evidenziando le finestre con leggera strombatura e i bow window.
Lungo la strada Paul von Sternbach, la facciata principale del palazzo storico prosegue nel nuovo muro dell’annesso, intonacato bianco con ingresso vetrato da cui si intravede il giardino interno. 
Superando l’interpretazione di ampliamento come costruzione di un edificio attiguo all’originale e ispirandosi alle residenze nobiliari circondate da giardini, Barozzi/Veiga disegna un’architettura che circoscrive il giardino, realizzando una corte aperta e privata tra Casa Ragen e le sue nuove aule. Alto un piano, esteso solo pochi metri e permeabile grazie alle numerose finestre che si affacciano sulle aule, l’edificio si dematerializza il più possibile diventando un semplice bordo, una misura per la definizione dell’ambiente.
Guardando la planimetria, Casa Ragen risulta essere l’edificio angolare di un’area triangolare, disegnata ingrandendo la pianta del primo. Un ulteriore discreto omaggio alla preesistenza che i progettisti sanno tradurre in un gesto architettonico di grande attualità.

Mara Corradi

Architects: Barozzi / Veiga (Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga)
Project leader: Cecilia Rueda 
Project team: Raquel Corney, Marta Grządziel, Maria Eleonora Maccari, Isaac Mayor, Cristina Porta, Verena Recla, Agnieszka Samsel, Ivanna Sanjuan, 
Arnau Sastre, Hyekwang Shin, Maria Ubach, Cecilia Vielba 
Location: Brunico, Italy 
Client: Town of Brunico 
Project manager: Ingenieurteam Bergmeister GmbH 
Structural and services engineers: Ingenieurteam Bergmeister GmbH 
Building physics: Ingenieurteam Bergmeister GmbH 
Acoustic consultant: NiRA Consulting 
Lighting consultant: Conceptlicht at 
Landscape Architect: Kauh Arquitectos 
Stage Design: ELCH ohg - snc 
Net floor area: 2,200 sqm
Competition: 2012 
Construction: 2015-2017
Photos by: © Simon Menges

http://barozziveiga.com/

GALLERY


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