intervista

Chris Bangle - Capitolo 3

06/05/2010

DARE FORMA A NUOVE SOLUZIONI DI DESIGN

Sig. Bangle, potrebbe darmi la sua definizione di ‘creare la forma’ nel campo del design.

Chris Bangle: (ride) creare la forma nel campo del design… è proprio quello che ci diverte, creare la forma… Credo che i designer, e in particolare quelli di auto, adorino creare forme. Forse non ci poniamo abbastanza domande quando lo facciamo, tendiamo piuttosto a fare qualcosa, quindi “creare la forma” è una componente importante nel lavoro di un designer, che non si può lasciare ai diktat della funzione. Perché segue la funzione. Creare la forma significa dare un’immagine visiva del carattere del prodotto, della sua storia… iniziando a crearne l’anima: forse è un buon modo per descrivere il creare la forma.
 
Nei suoi progetti, qual è il rapporto tra lo spazio interno di un’auto e gli interni in termini architettonici? L’approccio è sempre lo stesso o c’è qualche differenza?
 
Chris Bangle: Ritengo che l’approccio ai progetti sia sempre diverso, almeno nel settore auto è stato così, ai tempi in cui ero alla BMW, ma questo avviene perché appartiene ad una scuola di pensiero secondo la quale il modo corretto di trattare le cose allo stesso modo non è quello di farle uguali ma di comprendere le loro differenze e trattare ogni situazione in modo diverso. Quindi, se si devono progettare due spazi interni, occorrerà comprendere i due contesti diversi in cui si trovano e quindi marchi diversi offrono contesti diversi e usi di prodotto diversi offrono contesti e spirito diversi, che si tratti di un’auto o di altro.

Può parlarmi della scelta dei materiali che ha utilizzato nei suoi progetti?
 
Chris Bangle: Abbiamo sempre cercato di adattare i materiali alla situazione, anche se forse non erano quelli previsti. A cosa serve realmente il rivestimento di un’auto, ad esempio? Serve alla sicurezza o è lì solo per motivi estetici? E in questo caso, potrebbe essere un pezzo di tessuto? Il tessuto per l’auto Gina, ad esempio, ha circa un decimo dell’impatto ecologico dell’acciaio verniciato… un decimo! Certo, questo non risolverà tutti i problemi e c’è ancora molto da fare, ma è pur sempre un’indicazione, è la strada giusta. Solo eliminando la vernice. La linea di verniciatura è quella che consuma più energia in uno stabilimento di produzione per auto. Come si fa ad appassionare la gente alle auto senza verniciarle?
 
In che modo ha applicato i materiali alla sua attuale creazione e in che modo li usa per conferire identità ad un ambiente come uno showroom o uno stand per auto?
 
Chris Bangle: Durante il periodo in cui ho lavorato per BMW non mi sono occupato molto di showroom e di stand per auto. Questo aspetto è sempre stato gestito da un altro settore aziendale, ma i materiali in sé sono importantissimi. La filosofia di Gina, la concept car che abbiamo realizzato con rivestimento flessibile, ci ha chiarito la reale filosofia del design, in cui sono i materiali stessi a creare una forma, se ne offriamo loro la possibilità. È stato importantissimo per noi per capire che la definizione della forma non è data dal fatto che qualcosa sotto il rivestimento dica “sono rotondo e quindi anche il rivestimento deve essere rotondo”. La definizione della forma può essere totalmente diversa, se i materiali che creano quella forma sono diversi. Quindi, quando per l’involucro dell’auto siamo passati dal metallo rigido al tessuto abbiamo improvvisamente scoperto tipi di forma diversi.
 
La filosofia di Gina è uno straordinario modo per fare nuovo design. In che ambiti ritiene possa essere applicata?
 
Chris Bangle: Penso che possa essere applicata ovunque. Sono stato molto lieto di partecipare a un progetto ad Harvard, la Harvard Graduate School con Frank Barkow di Barkow Leibinger. Nel corso di Frank su Graduate Architecture… in quel corso abbiamo inserito Gina come filosofia per l’architettura delle periferie. Quanto più lontano da un’auto si possa immaginare e, tuttavia, ciò che abbiamo appreso dagli studenti sulla loro idea di flessibilità, sui materiali nella loro vita e il ruolo delle persone in tutto questo, mi è stato di grandissimo aiuto per capire quanto sia vasta la storia che Gina può racchiudere. Quindi dal minuscolo, dal piccolo, dai piccoli prodotti ai grandi edifici, l’architettura, non vedo barriere, è più una filosofia.

PROGETTARE IL FUTURO ATTRAVERSO IL DESIGN
 
Domanda difficile. Pensa che Bangle possa diventare una sorta di marchio del design?
 
Chris Bangle: (ridendo) Non lo so. Mi piacerebbe pensare di poter contribuire ed essere parte di una grande creatività ed aiutare alcuni brand ad ottenere interessanti innovazioni. Ma diventare personalmente un marchio di design… è qualcosa a cui non avevo mai pensato.
 
Può dirci qualcosa sui suoi progetti di design futuri?
 
Chris Bangle: Abbiamo creato in Italia una società chiamata Chris Bangle Associates, srl… non Chris Bangle Design, Chris Bangle Associates perché ritengo dica molto di più sulle mie idee riguardo ad un rapporto finalizzato a creare, in opposizione alla dittatura di un “lo dico io quindi è così”. Un rapporto che coinvolge anche i clienti, ma l’associazione, Chris Bangle Associates, ora esiste in Piemonte. Stiamo costruendo una casa lì. Tra qualche settimana mi trasferirò dalla Germania con mia moglie. Abbiamo lasciato dietro di noi la nostra vita a Monaco e presto vivremo lì ed è lì che ho lo studio.
 
Nel design di auto, il ruolo di un progetto avanzato è importantissimo. Mi parli di questo approccio visionario nel design. Quali sono per lei le future realizzazioni del design?
 
Chris Bangle: Ritengo che lavorare nel design avanzato sia un approccio importante per cercare di creare il passo successivo. È sempre utile vedere quanto ci si possa spingere in là col pensiero e quindi rifare il percorso inverso per cercare di realizzarlo. Questo è forse un obbligo per i designer: provare e contribuire a disegnare un mondo migliore invece di disegnare i prodotti per qualunque mondo ci si presenti. Ritengo quindi importante pensare a come possiamo contribuire a rendere il mondo migliore. E allo stesso tempo è anche una sfida impegnativa. Le auto sono un campo in cui le sfide sono molte ed occorre quindi una grande riflessione sul design avanzato per abituare la gente all’idea. Spesso dimentichiamo di essere una società orientata al consumatore e che, per quanto possa essere eccellente l’idea di un designer, se non stimola i consumatori, questi non la compreranno. Dobbiamo quindi porre le idee avanzate di fronte alla gente, fare in modo che si abitui all’idea che esiste un modo diverso di fare le cose. Quali sono quindi le sfide che ci attendono? Ce ne sono in quantità: dalla crescita demografica alla sostenibilità, dalla gestione della ricerca a quella dell’energia. Come nel corso, il workshop, che sto tenendo a Milano. Personal Emotional Mobility, ovvero mobilità personale emozionale: anche questa è una sfida.
 
In che modo applica i linguaggi progettuali sperimentati nel design automobilistico ad altri contesti?
 
Chris Bangle: A volte è possibile applicarli direttamente, altre no. Occorre fare attenzione. C’è un fattore importante: la scala. Una curva o forma che sembra perfetta quando è lunga un metro, inizia a sembrare un po’ strana se si riduce a 10 centimetri. Non ritengo quindi che sia possibile una trasposizione automatica della forma in qualsiasi contesto. Ma si può imparare molto sull’idea di forma. Quali forme sono realizzate a macchina? Quali sono realizzate dall’uomo? Quali forme sono il risultato dei materiali? E quali forme sono realizzate perché io dico che devono essere così? È uno studio eccellente.

FUTURE PERSONAL EMOTIONAL MOBILITY
 
Future Personal Emotional Mobility è il titolo di quest’ultimo workshop. Può spiegare il significato del termine “emotional“ in questo contesto? Quando il design diventa emozionale?
 
Chris Bangle: Ritengo che il design sia emozionale quando ha un significato che suscita emozioni. Può avere un significato… designè significato. Ma un significato può anche essere una convenzione. Ecco, questo significa questo. Grazie. Spunti la casella, non è necessario pensarci. Ma quando ti suscita delle emozioni, pensi in modo diverso, reagisci. Vengono fuori le tue vere emozioni perché il design ha suscitato qualcosa in te. Si tratta quindi di un tipo di design emozionale. E ritengo che, in quanto designer, abbiamo la responsabilità di vedere quanto riusciamo a produrne e quanto efficacemente. E in modo che la gente lo possa apprezzare, non ne sia consumata, disgustata, alienata. È una sfida interessante.
 
Potrebbe dirmi qualcosa sull’importanza dei team di design. Come prende le decisioni?
 
Chris Bangle: Un team di design è estremamente importante perché una mente creativa più un’altra spesso fa cinque e due più due arrivano facilmente a venti, se gestite correttamente. Una da sola difficilmente fa più di uno. Ritengo quindi che il lavoro di squadra sia fondamentale per sfruttare al massimo la forza creativa, questo continuo lavorio. Ma occorre una certa gestione delle competenze. Ho avuto la grande fortuna di lavorare a lungo con persone straordinarie e manager straordinari. Ho lavorato per capi fantastici che mi hanno realmente aiutato a comprendere il valore di ottenere il massimo da un team.

Quest’anno è impegnato con qualche nuovo workshop in università come Harvard e, proprio ora la Scuola Politecnica di Design? Professor Bangle, cosa devono fare gli studenti per diventare dei designer?
 
Chris Bangle: (ride) Guardi, non sono un professore ma chiederei agli studenti di essere da un lato più critici, di non accettare tutto quel che credono di sapere e dall’altro di essere coraggiosi, audaci, pronti a pensare in modo diverso e raffigurare in modo diverso. Mi stupisco spesso di quanto siano timidi e conservatori i giovani quando in realtà mi aspetto sempre che siano i più audaci e i più forti. Ritengo che abbiano un’enorme ricchezza di pensiero e creatività da offrirci. Dobbiamo solo accertarci che ne abbiano l’opportunità.
 
Come immagina il futuro dell’auto, in particolare per quanto riguarda le auto elettriche?
 
Chris Bangle: Sarà interessante seguire il futuro dell’auto; completamente diverso dal futuro dell’automobile. Le automobili sono cose che si usano per andare da A a B. Le auto sono espressione di noi stessi, sono ciò che siamo. Ne avremo bisogno in futuro? Saremo capaci di rapportarci ad esse? Non è una questione così scontata. Non è così ovvio che le persone del futuro, i giovani oggi, quando arriveranno a comprare e utilizzare la propria mobilità personale saranno così appassionati di auto come le generazioni che li hanno preceduti. Useranno la mobilità; useranno le automobili. Ma gli importerà dell’auto? Credo sia compito dei designer di auto fare in modo che abbiano almeno un senso emozionale della mobilità personale.
 
Quale tipo di architettura preferisce?
 
Chris Bangle: Ammiro gli architetti e il loro lavoro. Ho grande rispetto per loro. Mi piace vedere dove sta andando l’architettura, perché in genere sento dove va, il design di auto segue e anche tutti gli altri. Quindi è importante avere un’idea di dove stanno andando, cosa stanno pensando e quali sono i loro obiettivi. Quindi posso solo dire che sono un allievo in questo campo e che ho imparato molto e ho ancora molto da imparare ma mi piace davvero tantissimo lavorare con persone come Frank Barkow di Barkow Leibinger. Lui è… mi ha mostrato quanto può essere creativo un architetto in qualunque situazione.



Altre immagini